Il popolo della Colletta e “l’Italia dei rancori”

Il popolo della Colletta e “l’Italia dei rancori”

11 dicembre, 2017

Ci si può solo commuovere ripensando a quello che è accaduto sabato 25 novembre. Un’altra volta la Colletta Alimentare è stata uno spettacolo di carità. Un intero popolo si è mosso da nord a sud per un gesto di solidarietà e di condivisione. Luoghi diversi, gente diversa, storie diverse. Dalle grandi metropoli, ai piccoli paesi terremotati, dalla ricca Lombardia, alla Sicilia. Centinaia di migliaia di volontari hanno riempito di sorrisi e di carità le strade e le piazze di questo Paese. Ovunque ci fosse un piccolo supermercato di periferia o un grande centro commerciale, quelle pettorine gialle hanno squarciato il velo dell’indifferenza. Altri milioni di italiani hanno risposto donando cibo; carrelli strabordanti di prodotti, o piccoli sacchetti con un chilo di pasta. In quella splendida giornata un fiume in piena di incontri, di storie particolari, di dolore che ha trovato ascolto, di solitudine che ha trovato compagnia.

E’ questo che sorprende più di tutto. Passano gli anni ma la Colletta resta il più grande gesto di carità in questa Italia tremante e paurosa. Basta viaggiare nei social per rendersi conto di quanto diversi tra loro siano i soggetti, le associazioni, gli uomini e le donne che hanno partecipato. Tutti mossi dallo stesso desiderio che la carità, diventi uno stile di vita. Perché non può bastare  una “buona pratica di volontariato, siamo chiamati a tendere la mano ai poveri, a guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza la solitudine”. Da oggi in avanti sarà questo abbraccio che continuerà il gesto della Colletta. Quel cibo raccolto sabato 25 novembre raggiungerà migliaia di poveri. Altri incontri, altre storie di amicizia, altri esempi di persone disperate che in un gesto di carità ritrovano la forza di risalire. Non si sentiranno più sole davanti alla drammatica battaglia della vita.

Nel Paese c’è una maggioranza rabbiosa. “L’Italia dei rancori” la chiama il Censis nella sua recente ricerca. In Italia cresce la produzione industriale, i consumi ricominciano a correre, eppure c’è una parte enorme della popolazione che guarda con invidia un ascensore sociale definitivamente rotto. Il Paese corre ma tanti, tantissimi restano indietro, non sperano più di risalire la scala sociale. Anzi, temono di scivolare sempre più in basso. E in questa Italia sempre più in preda alla paura di perdere quel pochissimo che si ha, cresce un’immigrazione che sprofonda ogni giorno di più nella marginalizzazione.

Di fronte a questa realtà fotografata dal Censis e così dolorosamente evidente nella realtà, ci si può arrendere considerandola quasi un effetto collaterale della crisi, oppure si può reagire, così come ha fatto il popolo della Colletta Alimentare. Il nostro grazie va a tutti loro. A chi ha chiesto e a chi ha donato. Il cammino prosegue insieme perché chi si è arreso alla paura e alle difficoltà, chi non ha nemmeno più la speranza, trovi un abbraccio che lo risollevi.

Di Giuseppe Parma

Fonte Banco Alimentare